Fotografia Vintage? Niente di meglio di una L.O.M.O.!
Se ti piace la fotografia Vintage e sei il felice possessore di una macchina fotografica L.O.M.O. (Leningradskoe Optiko-Mechaniceskoe Ob Edinenie) non puoi desiderare altro!
Tempo addietro, camminando per le vie di una nota città francese, famosa per un’ alta torre fatta tutta in ferro, mi sono imbattuto in un negozio pieno di colori e macchine fotografiche.
Non si trattava di macchine fotografiche “di oggi”, lo stile era decisamente Vintage! Mi sono avvicinato, incuriosito, ed ho scoperto che erano tutte macchine fotografiche L.O.M.O.
La memoria è subito volata alla vecchia macchina fotografica di un mio amico, scovata (se ben ricordo) in una di quelle bancarelle da mercatino che vendono, dai cannocchiali alle borracce, tutto con la stella rossa, Vintage oramai anch’essa.
Di certo ricordo l’entusiasmo del mio amico, ora fotografo professionista, nel mostrarmi quest’oggetto e dichiarare felice “Con questa non sai mai cosa ne esce fuori!“.

Una macchina fotografica che fa foto di cui non puoi prevedere il risultato!?! Mumble mumble… Allora, la cosa mi lasciò non poco stupefatto anche perché in quegli anni, la L.O.M.O. in questione, era tutt’altro che Vintage nell’estetica.
Le caratteristiche uniche di questa macchina fotografica sono dovute alla singolarità dell’obiettivo, ideato da un giovane ingegnere sovietico di nome Michail Grigoriejewitsch Cholomianski e da un’esperto di lenti dell’Istituto per l’Ottica di San Pietroburgo, tale Aronowitsch Radionov. Con un 32 mm si ha tra le mani un grandangolare medio e molto luminoso, f/2,8, che fornisce immagini sature, con una vignettatura da sottoesposizione lungo i bordi dell’immagine e riverberi imprevedibili della luce. Giochi unici in ogni scatto!
Un eco risuona: “Con questa non sai mai cosa ne esce fuori!”.
La LOMO, nata come macchina fotografica economica e amatoriale, dagli anni 90 andò fuori produzione ed è divenuto l’oggetto di una moda mondiale, cambiando non di poco la sua popolarità e soprattutto il suo prezzo, divenuto all’improvviso non più così “alla portata di tutti”. Non per giocare almeno!
Ma questa è un’altra storia e soprattutto non è più Vintage.
Per chi la possiede di già, resta sempre vivo il piacere di rivivere la fotografia “alla vecchia maniera”: quella analogica! E soprattutto di assaporare il piacere di ammirare una fotografia ove la luce diventa motivo di unicità, imprevedibile.
A voi fortunati buoni scatti… Vintage, ovviamente!
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