Commodore 64: non c’è più “Tempo”!
Il Commodore 64, il non plus ultra del computer degli anni 80, con i migliori giochi, la grafica che tutti sognavamo! Chi avrebbe mai pensato a dove saremmo arrivati da lì a poco.
Il Commodore 64 o per gli amici più intimi C64, era l’evoluzione del Commodore VIC-20; capace di proporre al grande pubblico grafica oltre le umane, di allora, aspettative.

Fu commercializzato in tutto il mondo dal 1982 al 1993, se non erro entrando nel Guinness dei primati, con un totale di esemplari venduti, che si aggirava intorno ai 17 milioni.

Ma dimenticando per un attimo tutte le caratteristiche che hanno reso grande il C64, vorrei condividere la frustrante sensazione, che oggi nessuno di noi sarebbe disposto a subire, quella del caricamento dei giochi.
Oggi siamo veloci, in tutto! Ma ci lamentiamo di come tutto sia lento. La mail è lenta, la connessione è lenta, le macchine sono lente (per fortuna grazie ai limiti di velocità), il traffico scorre lento, tutto è in ritardo e niente è mai puntuale (almeno da noi in Italia).

Il nostro cellulare super smart, iper cool, mega figo… carica lento, il nostro PC avrebbe bisogno di una scheda grafica più prestante e così via, tutto ci appare inadeguatamente troppo poco veloce per le nostre iper rapide necessità.
Tutto scorre lento ai nostri occhi. Il tempo striscia, non corre, non vola via (mentre lo stai vivendo) o almeno lo fa troppo pigramente a nostro parere.
Ma quando tutto era lento? Lento veramente? Quando ci volevano minuti e minuti per caricare un gioco sul nostro Commodore 64?!
Recentemente sono diventato dipendente da un giochino di “cappa e spada”, scaricabile sul più noto tablet in commercio. Ci gioco ovunque: la mattina mi alzo, preparo il caffè, mi sintonizzo su Radio 24 e scatta la partita; a pranzo, stiracchiandomi, (quando pranzo e quando il tempo me lo concede…sigh!) partita; in un momento di pausa o svolgendo normali e consone funzioni corporali, partita.
Tutto in maniera semplice e veloce, un dito che scorre sulla App che si apre e via, si viene immersi, per qualche minuto di spensierato piacere, in un mondo di crogiolante imbecillità.
La mente non ha esitato, con un brivido di terrore, a restituirmi immagini e sensazioni, di quando mi attendevo alle medesime funzioni ludiche con il Commodore 64, operazione che, sia nella versione cassetta che nella versione floppy, necessitava di lunghi minuti… nel migliore dei casi.

Ricordo, soprattutto con la cassetta, raccapriccianti pomeriggi, trascorsi nel tentativo di caricare tre o quattro volte un gioco, riavvolgimenti manuali (tecnica del matitone), normali e consueti fallimenti di caricamento, tempi morti da riempire, in cui, attendendo l’operazione di caricamento, si poteva fare veramente di tutto.

Ho impresse nella memoria le ricorrenti volte in cui, dopo essere riusciti a caricare il gioco, una severa e decisa voce materna mi/ci (famiglia piena di pargoli) richiamava al dovere scolastico, con controllo dei compiti.
Lo sguardo si posava sempre, carico di odio, sul fratello che per ultimo era riuscito a giocare, il quale, conscio della sua condizione di “eletto dal fato” si gongolava.
Il brivido di terrore, come spesso mi accade, è stato accompagnato da un sentimento di nostalgia: chissà? Forse allora, anche la Vita era più lenta… Voi che ne dite?
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